"indice di TAU"

L'Indice di TAU

Da questa prima raccolta dati si è passati alla "fase avanzata" del rilevamento: tutte le risposte alle successive domande (ampiezza del bacino di clientela, regione di attività. dimensione del centro urbano, età anagrafica, anni di apertura dell'attività, settori di specializzazione, atteggiamento nei confronti della condivisione immagini, atteggiamento nei confronti dell'insegnamento, azioni di promozione dell'attività, azioni di aggiornamento tecnico, con chi si lavora, motivi per cui si viene scelti, eccetera eccetera) sono state analizzate a seconda che provenissero dal gruppo dei colleghi in crisi, o da quello dei mediamente soddisfatti, o da quello dei colleghi a cui le cose vanno davvero bene.


Questo ci ha consentito di raccogliere ed incrociare i dati, non limitandosi ad avere l'indicazione di come stessero andando in generale le cose, ma anche - cosa molto piu' importante - di avere indicazioni di quali siano le attivita' e gli atteggiamenti di chi sta andando bene.

Di fatto, quindi, sono state evidenziate undici sfumature di "mix" fra soddisfazione personale e reddito conseguiti, raggruppate in tre grandi "tronconi": crisi, mantenimento e successo.
Con un briciolo di scherzosa presupponenza, abbiamo definito "Indice di TAU" questo elemento, di fatto indicatore di quanto sia soddisfacente - sul piano umano e su quello economico - l'attività, per ciascun professionista che ha contribuito al rilevamento dati.
Molte delle prossime valutazioni e rilevamenti sono stati incrociati con questi dato: chi pensa una certa cosa, segue una certa strategia o adotta un certo comportamento, che "livello" di "indice di TAU" ha?

Detto in altre parole, a chi segue certe azioni o comportamenti, come vanno le cose?

In rapporto al rilevamento 2015-2016 va rilevato un certo peggioramento; gli spostamenti, tuttavia, sono stati abbastanza contenuti, con un "travaso" dell'1,8% dal gruppo "di successo" verso i gruppi "di mantenimento" e "in crisi".
Va comunque rilevato che oltre il 77% segnala di tenere le posizioni o di andare bene, mentre meno del 23% segnala di essere in crisi.

Nel 2017:
22,8% gruppo in crisi (+0,6%)
47,9% gruppo in mantenimento (+1,2%)
29,3 % gruppo di successo (-1,8%)

Nel 2015 e 2016, erano:
22,2% gruppo in crisi
46,7% gruppo in mantenimento
31,1% gruppo di successo